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1906

MONTERIGGIONI

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Quattordici torri si ergono imponenti sulla cinta muraria di Monteriggioni. Disposte irregolarmente, distano non più di ottanta metri l’una dall’altra, il raggio di copertura delle frecce scoccate con le balestre dai difensori della fortezza.
Così ci appare ancor oggi il castello di Monteriggioni, un borgo fortificato, inespugnabile nel Medioevo, voluto dai Senesi all’inizio del Duecento per contrastare le mire espansionistiche di Firenze.

Dalla Porta Franca o Romea sino alla Porta Fiorentina non vi sono che 172 metri ma ad ogni passo si avverte il peso della storia che incombe su questo luogo. Chiudendo gli occhi, si sentono ancora gli echi di antichi assedi, si ode il rombo delle artiglierie fiorentine che nell’agosto del 1554 avevano aperto una vasta breccia nelle mura, costringendo Giovannino Zeti, capitano del castello, a cedere le armi al Marchese di Marignano, comandante delle truppe di Cosimo I de Medici, signore di Firenze.
Dante Alighieri, nel XXXI Canto dell’Inferno, quando nelle tenebre vide gli “orribili giganti”, pensò di trovarsi di fronte alle torri di Monteriggioni che, per la loro maestosità, incutevano timore in chi le scorgeva.

É possibile abbinare alla visita di Monteriggioni una facile escursione a piedi di circa 4 km lungo la Via Francigena sino a Badia a Isola, dove si trova la chiesa dei SS. Salvatore e Cirino, interessante esempio di architettura romanica.

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